A partire da € 2.240,00

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Tra lo sconfinare delle vette e i racconti del vento
14 Giorni - VIAGGIO IN ALTA QUOTA, REALIZZABILE DA GIUGNO A SETTEMBRE

ITINERARIO: DELHI - LEH - NUBRA - VALLEY - INDUS VALLEY - TSO PANGONG - TSO MORIRI - TSO KAR

himalaya

DELHI

1° Giorno: All'arrivo siete attesi in aeroporto dall'incaricaricato di nostro ufficio rappresentante di Delhi, segue inizio delle visite con vostra guida preceduto da un po' riposo in hotel. Quando verrà a prendervi insieme all'autista concordate la sequenza delle visite e se avete piacere ad approfondire un aspetto piuttosto che un altro. Non avendo molto tempo a disposizione decidete, coadiuvati dalla guida, cosa visitare tra le classiche tappe e le meno consuete mete: il Tempio Laxmi Narayan, India Gate, Parlamento, Jama Masjid (la più grande moschea d'Asia), il gremito bazar Chandni Chowk, Swaminarayan Akshardham, il Forte Rosso, il Ghandi Memorial oltre al complesso Qutab Minar e la tomba dell'Imperatore Moghul Humayun ma anche il suggestivo Bahai (Lotus) Temple e l'ipnotico Gurdwara Bangla Sahib: gurudwara significa "la via del guru", è questo un importante tempio sikh sormontato da cupole dorate considerato il più importante dell'India dopo il Tempio d'oro di Amristar. Entrerete nel tempio, affollato di fedeli per la cerimonia religiosa, togliendovi le scarpe e coprendovi il capo in segno di rispetto. Vi verrà data una ciotola contenente la karah prasad, un'offerta di cibo a base di semolino dolce, acqua e burro. Attraverso gli altoparlanti viene diffusa la voce del Maestro che legge, salmodiandoli, i versi in sanscrito contenuti nel Guru Granth Sahib, il libro sacro dei sikh. Pernottamento in un moderno hotel 3 stelle (The Hans) che ha il vantaggio di essere molto centrale su Connaught Place oppure un hotel dove si respira la storia indiana degli ultimi 300 anni di colonizzazione britannica: si tratta di uno splendido edificio storico dei primi del secolo scorso, l'apprezzatissimo "The Maidens": The Hans oppure The Maidens Heritage Hotel

DELHI - LEH

2° Giorno: Trasferimento di prima mattina in aeroporto e volo Air india per Leh. Scendendo dall'aereo nell'aeroporto di Kushok Bakula sentirete la fresca brezza di Leh con i suoi 3.500 metri di quota. Il nostro rappresentante vi riceve in aeroporto, segue trasferimento in hotel. Nel pomeriggio conoscerete la guida con cui inizierete a scoprire questo magico luogo a partire dall'imponente Shanti Stupa costruito da una comunità buddhista giapponese ed inaugurato nel 1985 dal Dalai Lama ma anche il Shankar Gompa, monastero costruito nel 1780 e residenza del Lama più importante del Ladakh: l'Abate di Spitok. Il monastero ospita la grande sala di preghiera dunkhang e vi troviamo alcune delle figure più importanti del buddhismo tibetano: la statua di Avalokiteshwara, il Buddha della compassione nella sua forma di mille braccia e mille occhi; Tzonkapa, il grande riformatore e fondatore della scuola Gelugpa dei "berretti gialli"; il Buddha Sakyamuni (Buddha del presente); Maitreja (Buddha del futuro); Manjushri, Buddha della conoscenza con la spada alzata sulla mano destra (simbolo della vittoria sull'ignoranza) ed il loto sulla mano sinistra (simbolo della conoscenza). Vi troviamo anche una biblioteca, una sala con notevoli affreschi rappresentativi delle regole di vita dei monaci ed una statua della divinità femminile Durgar che uccide il male e sconfigge le malattia (unica in tutto il Ladakh). Vedrete anche il Monastero Chowkang affacciato su un ampio cortile dietro il bazaar principale e la Grande Moschea Jama Masjid, fatta erigere nel 1666 dall'Imperatore Moghul Aurangzeb; dall'alto del suo minareto si domina tutta la città.

Pernottamento c/o l'hotel: Hotel Kanglachen o simile oppure: Sera Courtyard o simile

LEH/ALCHI

3° Giorno: Dopo la prima colazione partenza per Alchi (68 km), lungo la strada visita al Monastero Spituk (fondato nell’ 11 Secolo da Od-De), alla confluenza (sangam) dei Fiumi Zanskar e Indus (i due maggiori del Ladakh); è questo il più importante Gompa del Ladakh, perché sede del potere amministrativo di tutti i monasteri della regione. Costruito nell’XI Secolo (poi ampliato nel XV Sec) è arroccato su una parete rocciosa dominante la Valle dell’Indo ed i suoi accessi da oriente e da occidente. Divenne importante centro di diffusione della dottrina dei “berretti gialli”. Nelle sale di preghiera antichissimi Thangka e maschere per le danze Chang, oltre alle statue del Buddha Sakyamuni (del presente), Avalokiteshwara (della compassione), Tzonkapa (fondatore della sera dei “berretti gialli” oltre ad una sala dedicata alla divinità femminuile Tar. Segue visita al magnificente Palazzo Reale di Basgo edificato nel XVII Secolo ed ora semidistrutto, al suo interno troviamo un piccolo buddhista con una magnifica statua d’oro e rame di Buddha Maitreja ed interessanti affreschi. Nei pressi troviamo anche il Monastero Likir: l’antico nome Lukill significa “il luogo del serpente che dorme”, il monastero fu fondato nel XI Secolo anche se l’edificio attuale risale al 1605, quando il lama Drupwang ricevette dal re Lhachen Gyalpo un’area dove costruire un luogo di preghiera. Ricorda come struttura il Potala di Lhasa ed ospita circa 100 monaci e custodisce statue di Buddha Sakyamuni, Maitreja, del maestro tibetano Tzonkapa ed una collezione di thangka del XVI Secolo. Una grande statua di Yamintaka (il Protettore) rivestita di lamine d’oro, è vigilata da un monaco che canta mantra per scacciare le forze del male. Nel cortile svetta la statua di Buddha Maitreja (del futuro) altra 14 metri. Nel pomeriggio arrivo ad Alchi e visita delle fantastiche miniature pittoriche (le più importanti esistenti per la storia dell’arte buddhista in India) e sculture lignee risalenti ad oltre 1.000 anni fa del Monastero di Alchi, annoverato come uno dei 7 più bei monumenti (Patrimonio dell’Umanità Unesco) dell’intera India. Alchi significa letteralmente “bocca chiusa”: secondo la leggenda il messaggero del re vi si recò ad arruolare uomini per l’esercito ma tutti si nascosero nelle case ed il villaggio risultò vuoto e muto agli appelli del messaggero, da qui il suo nome. Il monastero differisce dagli altri della regione perché si estende in piano e non arroccato su un altura: il fiume Indo da un lato e le alte mura fortificate dall’altro rappresentavano una protezione sufficiente. Il grande traduttore Rinchen Tzangpo Lotsawa (XI Sec) arruolò molti artisti per la costruzione del complesso al cui interno vi sono 5 templi, quello più interessante è il Sumtsek (“Sum” = 3 in Tibetano e “tsek” = piani) dove il numero tre, sacro nella simbologia buddhista, si ripropone in varie forme. E’ costruito in argilla cruda e legno, con fondamenta in pietra e riprende lo stuile tibetano mentre le decorazioni in legno ed intagli della facciata sono in stile kashmiri. Nelle tre nicchie della sala principale grandi statue di stucco interamente dipinte rappresentano Buddha Avalokiteshwara (della compassione), Maitreja (del futuro), Manjushri (della conoscenza). Le pareti interne sono ricoperte di mandala multicolori (come lo splendente universo interiore e dello spirito) mentre le pareti esterne sono bianche prive di decorazioni (rispecchiando l’involucro corporeo che deve essere semplice ed essenziale secondo la legge buddhista). Molto belli anche gli altri 4 templi: Vairocana (bellissimi mandala e la statua di Buddha Vairocana, divinità primordiale che sta alla base della meditazione e dei tantra) Lotsawa Lhaklhang (in onore del traduttore Rinchen Tzangpo), Manjushri (dedicato al Buddha della conoscenza), Soma Lhakhang (tempio nuovo) e Kangyur Lhakhang.  Tutto intorno campi di orzo ed il villaggio animato dai mercati creano un bellissimo insieme. Finiamo la giornata con una passggiata tra le bancarelle dell’ospitale Alchi, come un tuffo nel medioevo … pernottamento.

Pernottamento c/o Hotel Zimskhang o simile

ALCHI / LAMAYURU / LEH

4° Giorno: Proseguiamo il viaggio verso il confine con il Kashmir. La strada per Lamayuru (circa 70 km) si snoda tra le montagne rocciose, torrenti impetuosi, profonde gole, oasi e villaggi, campi di colza. Giunti a Khalsi superiamo il check-point militare e lasciamo la valle dell’Indo per salire lungo la strada panoramica tra le pareti di roccia a strapiombo verso il Fatu La (quota 4.147 mt.): la porta di ingresso del Kashmir. A pochi km dal passo troviamo, arroccato su un picco color ocra, l’affascinante Monastero di Lamayuru, affacciato su sul bacino di un lago glaciale prosciugato. Lamayuru significa “la città dei lama”, è il più antico monastero del Ladakh e risale al X Secolo. Prima dell’anno 1.000 il grande maestro Naropa passò più di 1 anno di meditazione in eremitaggio: in questo luogo Rinchen Tzangpo edificò il monastero. Qui centinaia di monaci si radunano a luglio e settembre per festival di preghiera e meditazione, in queste occasioni si eseguono le danze Cham nel cortile principale del Gompa. Nel tempio Sengesang, il più antico, troviamo una pregievole statua di Buddha Vairocana (della meditazione); nel tempio principale si osserva, protetta da un vetro, la grotta Naropa con 3 importante statue: Naropa, Tilopa, Milarepa, i 3 guru fondatori della scuola dei “berretti rossi”. La “Città dei Lama” ospita circa 150 monaci (pellegrini a parte) appartenenti alla scuola Kargyupa-Digumpa. Lungo la via del ritorno sosta per un tè caldo a Khalsi e, riattraversando la valle dell’Indo, nei pressi di Ulay Tokpo, deviamo su una strada asfaltata che si insinua per 6 chilometri in una stretta gola tra boschi di betulle, per raggiungere il Gompa di Rizong. Incantevole la sua posizione da cui si gode un meraviglioso panorama sulle montagne circostanti. Fondato nel 1829 appartiene alla setta Gelugpa, “berretti gialli”, è famoso per la rigidità con cui è seguita la viat monastica, nella sala comune ci sono statue di Buddha Sakyamuni, Maitreja, Avalokiteshwara, Tzonkapa e Amitayus (quest’ultimo è il Buddha della lunga vita). A 2 chilometri troviamo il convento di Chulichan, dipendenza femminile di Rizong, che ospita 20 monache che si occupano di attività artigianali, tessitura della lana, estrazione dell’olio di albicocca. Rientrati a Leh visitiamo il famoso Leh Palace o City Palace che domina la città dai suoi 9 piani di decadente imponenza. Costruito su uno sperone roccioso nel XVI Secolo dal re Singe Namgyal, fu l’antica residenza reale del Ladakh e ricorda nella forma il Potala di Lhasa. Da qui si vedono le rovine del Forte della Vittoria (XVI Secolo eretto per celebrare la vittoria sui kashmiri) e poco sotto il Namgyal Tsemo Gompa che ospita una statua di Buddha Maitreja (del futuro) alta 12 metri. Ai piedi del City Palace si dipana un labirinto di vie e vicoli con artigiani, forni, botteghe di sarti e lavandaie fanno da sfondo alla vostra passeggieta.

Pernottamento c/o Hotel Kanglachen o simile oppure: Sera Courtyard o simile

LEH – NUBRA VALLEY

5° Giorno:Nella lingua locale Dunbra significa "giardino verde" e, curiosamente, questa valle è in una delle più inaccessibili, desertiche e remote regioni del Ladakh dove, per entrare, è richiesto un permesso rilasciato dalle autorità militari a Leh (tutta l'area è sotto controllo militare essendo confinante sia con il Pakistan che con la Cina). La strada asfaltata si immette in un paesaggio chilometro dopo chilometro sempre più roccioso e desertico, arrampicandosi per i pendii con un impressionante percorso a strapiombo sulla valle di Leh. Oltrepassiamo il primo check-point militare a South Pullu ed iniziamo a vedere yak che pascolano liberamente ai margini di piccoli laghetti glaciali. Siamo a 4.500 metri; l'oasi di Leh è ormai un punto verde in lontananza e davanti si staglia lo Stok Range, la maestosa catena montuosa Himalayana ….. continuiamo a salire: 5.000 metri e la strada si insinua dentro un ghiacchiao, 5.500 metri e la neve chiazza i bordi della strada; un ultimo tornante e ci troviamo sul più alto passo carrabile esistente al mondo: il Khardung La, 5.603 metri di altitudine. Siamo in cielo!!!! Qui la vista è impressionante: a Nord il Kararkorum con i suoi picchi oltre i 7.000 metri, a Nord-Ovest il Golden Trone (7.282 metri). Picchi innevati, ghiacciai, morene che precipitano nelle strette gole: il racconto della maestosità dell'Himalaya! Una baracca militare, un piccolo tempio dedicato a divinità induiste ed icone buddhiste, bandierine di preghiera: prendiamoci un attimo per realizzare, per piantare la nostra bandierina, per ringraziare. Qui la temperatura d'estate va da zero gradi ad un massimo di 10, a seconda delle condizioni meteo. Superato uno sperone roccioso a forma di arco soprannominato India Gate) arriviamo a North Pullu e la strada scende percorrendo ampi turnanti nella Nubra Valley (aperta al turismo solo nel 2010). Stiamo percorrendo l'antica Via della Seta che collegava l'Asia Centrale con il Sud Asiatico. Incontriamo il fiume Shyok che si perde in mille rivoli tra dune sabbiose che caratterizzano il suo letto, l'altro fiume della Valle è il Nubra ed origina nel ghiacciaio Siache. I due fiumi si incontrano in un luogo chiamato Khalsar. Arriviamo nel remoto villaggio di Hunder in un'oasi nell'impressionante deserto dunale "freddo". Come astronauti tocchiamo questo "altrove" che non sembra far parte del nostro pianeta, galopperemo tra le dune su cammelli e ci domanderemo "sogno o son desto" ? Hunder ospita un importante Gompa del XV Secolo dove troviamo un Buddha Maitreja di 6 metri, Avalokiteswhara ed il grande riformatore Tzonkapa, ma anche affreschi murari unici, sul muro dell'ingresso: dipinti in bianco e nero rappresentanti sepoluture in cielo, protettori dall'aspetto terrificante, immagini di Buddha Sakyamuni ma anche raffigurazioni di monasteri del Tibet, tra cui si riconosce il Tashilumpo di Shigatze. Cena e pernottamento campo tendato. Vi proponiamo due possibilità di soggiorno, la prima consiste in un campo tendato standard (confortevole campo stanziale dotato di tende con letti e servizi privati)

oppure un esperienza assolutamente unica che consiste in un esclusivo campo extra-lusso: la meravigliosa Natura ha ispirato la creazione di tre lodge ("The Ultimate Travelling Camp") in tre diverse location (qui ve ne proponiamo un paio) che rappresentano l'eccellenza e la somma ispirazione poetica ed architettonia che l'hotelerie potesse esprimere (vi è stato ospite il Dalai Lama, Richard Gere e personalità del jet-set internazionale):

Mistique Meadow Camp o simile oppure: Chamba Camp Distik "the Ultimate Travelling Camp" (Tutc)

NUBRA VALLEY

6° Giorno: Proseguiamo il viaggio fino a Distik (3.145 mt), il capoluogo della Valle, dove si erge l’omonimo Monastero, uno dei più belli della valle (siamo a 150 chilometri di distanza da Leh). Il Gompa si erge sulle rovine dell’antico Palazzo Reale (prima dell’unificazione del Ladakh esistevano vari regni: Ladakh, Zanskar, Nubra, Chang Tang). Fondato da Changzem Tserab Zangpo, un discepolo di Tsong Khapa, fondatore dei Gelugpa (berretti gialli), nel 14° Secolo. Ospita un centianio di monaci dell’ordine dei “berretti gialli”. Il gonghang (“sala dei prottettori”) ospita una grande immagine di Mahakala in forma terrifica, divinità simbolo del potere. Troviamo anche un abiblioteca ed una sala dedicata a Tara, divinità femminile, che ospita statue dedicate alla dea decorate con oro e pietre preziose. Tara nasce da una lacrima del Buddha della compassione e viene raffigurata in due forme: Tara bianca, colei che dona la vita, e Tara verde madre di tutti i Buddha. Un’imponente statua di Buddha Maitreya (Jampa) alta 32 metri, posta sotto il monastero e rivolta verso la vallata, è un’altra attrattiva di Distik, costruita nel 2006 è stata consacrata dal Dalai Lama nel 2010. Dal tetto del monastero la vista è straordinaria: sinuosi serpenti d’acqua accarezzano le dune sabbiose nel letto del fiume Shayok ampio fino a 7 chilometri! Superati piccoli agglomerati arriviamo al villaggio di Surmur, situato alla confluenza dei fiumi Shayok e Nubra. Qui troviamo Samstongling Gompa, arroccato su una montagna in un bosco di pioppi e betulle, fondato nel XIX Secolo e casa di un centinaio di monaci.  Recentemente è stato scelto dal Dalai Lama come il suo luogo di meditazione privilegiato in Ladakh.. Rientro al campo tendato per la cena e pernottamento.

Pernottamento c/o Mystique Meadow Camp Sumur oppure Chamba Camp Distik "The Ultimate Travelling Camp"

NUBRA VALLEY / LEH

7° Giorno: Dopo colazione partenza per l’ultimo avamposto consentito prima dell’area militare proibita: il villaggio di Panamik, famoso per le sue sorgenti calde sulfuree, nei pressi del ghiacciaio Sianchen. Questo luogo è stato il campo di battaglia più alto al mondo (triste primato); da qui proseguiremo per visitare il Monastero di Ensa risalente a 250 anni fa e famoso per i suoi bei dipinti murali. Nei pressi vale la pena di raggiungere Yarab Tso con una passeggiata di 15 minuti, un piccolo lago sacro conoscuito come il “lago nascosto”. Prima di metterci in marcia per tornare a Leh ci fermeremo nei pressi di Surmur, per visitare il grande monastero del villaggio, il Samstongling Gompa, arroccato su una montagna in un bosco di pioppi e betulle, fondato nel XIX Secolo e casa di un centinaio di monaci.  Recentemente è stato scelto dal Dalai Lama come il suo luogo di meditazione privilegiato in Ladakh. Rientro a Leh in serata.

Pernottamento c/o Hotel Kanglachen o simile oppure: Sera Courtyard o simile

LEH/VALLE DELL’INDO/THIKSEY

8° Giorno: Un'altra memorabile giornata tra i cieli del Ladakh. Visiteremo tra i più bei monasteri ma anche le abitazioni locali nella Valle dell'Indo. Iniziamo con il Palazzo Reale di Shey (residenza estiva dei reali); Shey significa "specchio" in quanto, narra la leggenda, che il re incaricò gli abitanti del luogo di scavare un lago ove si potesse specchiare il suo palazzo, perché la sua bellezza fosse raddoppiata. Fondato nel XI Secolo ed ampliato nel XVI Secolo ospita una delle statue di Buddha Maitreya più grandi del Ladakh (voluta dal figlio del re Singe Namgyal), alta 12 metri ed interamente placcata in oro. Lungo le pareti della stanza che ospita la statua troviamo affreschi del 1650 rappresentanti Sakyamuni, protettori e maestri indiani dell'XI Secolo. Bella la vista che si gode sulla valle dal tetto del palazzo. A 20 chilometri da Leh troviamo il Palazzo Reale di Stok, ex residenza estiva dei reali risalente al XVIII Secolo. Il palazzo ha 80 stanze ed ospita un interessante mueo con oggetti della famiglia, costumi, gioielli ed una collezione di thanka del XVII Secolo. Proseguendo in direzioni di Hemis troviamo il Monastero di Matho, addossato alla catena dello Stok che, con i ghiacciai di oltre 6.100 metri, domina tutta la Valle dell'Indo. Risalente al XVI Secolo, è l'unico di tutto il Ladakh ad appartenere alla scuola Sakyapa, che si rifà direttamente agli insegnamenti di Buddha Sakyamuni e al monastero di Sakya in Tibet. I Lama reggenti dei monasteri, a differenza di tutte le altre scuole, si sposano ed i loro figli gli succedono a capo dei Gompa, quindi la successione è per discendenza diretta e non attraverso la reincarnazione. Matho è famoso per il festival che vi si svolge tra febbraio e marzo quando i monaci, rappiti da una tranche spirituale, corrono come impazziti e svolgono acrobazie gridando perofezie ai quattro venti. Nel Buddhismo Tibetano si riconoscono 4 Scuole: 1) La Scuola NINGMAPA che fa riferimento a Padmasambawa (VII Secolo d.C.) e alle sacre scritture e adotta pratiche trantriche. 2) La Scuola KARGYUPA che tramanda la conoscenza e la filosofia oralmente (XI Secolo), scuola dei "berretti rossi" legata al tantrismo. 3) La Scuola SAKYAPA che si riferisce ai monaci guerrieri del monastero Sakya in Tibet (XIII Sec): praticata nel Gompa di Matho appunto. 4) La Scuola GELUGPA fondata da Tzonkapa nel XIV Secolo ed identificata con la scuola dei "betterri gialli" che fa riferimento alle sacre scritture ed alla conoscenza approfondita dei testi sacri. Raggiungiamo quindi il più famoso monastero di tutto il Ladakh: il Monastero di Hemis. Avvicinandosi sull'altipiano verso la gola che si insinua nella montagna, troviamo lunghissimi muri di preghiera (man tang) con migliaia di pietre su cui è scolpito il mantra più famoso: "OM MANI PADME HUNG" la cui interpretazione più completa è "saluto il gioiello seduto sul fiore di loto ed invoco la sua protezione per la mia anima e il mio corpo". Il Gompa si trova a 3.800 metri di quota ed è anche chiamato il "luogo solitario del compassionevole". Edificato nel XIII Secolo ancora oggi è visibile la grotta di meditazione del suo fondatore Gotsan Pa. Gli edifici attuali risalgono al XVII Secolo e furono fondati da un monaco di nome Tagtsan Grepa su invito del re del Ladakh Senge Namgyal. Dalla porta principale si apre l'immenso cortile delle danze Cham con i pali della vittoria che rappresentano la vittoria del buddhismo sulla religione Bon. La sala della preghiera comune (dunkhang) ospita la statua di Buddha Sakyamuni ed alcuni stupa ricoperti di oro, argento e pietre preziose. Nella "stanza d'onore" troviamo le statue dei maggiori guru drukpa. In stanza limitrofa si erge la statua di Padmasambawa alta quasi 10 metri vegliata giorno e notte da un monaco che canta mantra di preghiera in onore del grande maestro. La storia del monastero è indissolubilmente legata al suo popolare festival che si svolge ogni anno tra giugno e luglio. Nota: Nella giornata del 20 Agosto sarà possibile, tempo permettendo, fermarsi per una interessantissima visita al Mahabodhi International Meditation Centre, fondato dal Guruji Sanghasena Mahathera nel 1986 . Raggiungiamo poi Thiksey, dove trascorreremo la notte, ancora una volta ospiti di uno splendido campo tendato. Visiteremo nel pomeriggio l'omonimo monastero, o forse l'indomani mattina quando, all'alba, saremo accompagnati al monastero dove parteciperemo ai mantra e alle puja mattutine dei monaci accompagnate dal suono dei tamburi e trombe cerimomniali …. È questo uno dei più grandi Gompa del Ladakh. Fu lo stesso Tzonkapa, il riformatore, a profetizzare che qui sarebbe sorto un importante monastero, e fu un suo discepolo a fondarlo nel XIV Secolo. Ospita oltre 100 monaci della scuola Gelupga (berretti gialli). Sul tetto del monastero si trova l'antica biblioteca, con un Buddha Maitreja e alcuni lama Gelupga e preziosi testi sacri. Bellissime le colonne di legno scolpite e statue del Buddha Sakyamuni all'interno del dunkhang, inoltre nella sala interna si possono ammirare affreschi rappresentanti immagini di sepoltura in cielo. Cena e pernottamento al campo tendato. A Thiksey troviamo anche uno dei tre campi tendati "The Ultimate Travelling Camp" extra lusso che già vi abbiamo proposto a Nubra Valley, anche in questo caso vi sottoponiamo l'alternativa di questo "paradiso" in paradiso. Qualora sceglieste quest'ultimo vi sottoponiamo la possibilità di essere ospitati domani all'alba, nel monastero di Thinksey per assistere, nella sala delle preghiere, ai Mantra salmodiati dai monaci.

Pernottamento c/o Chamba Hotel oppure: Chamba Camp Thiksey "The Ultimate Travelling Camp" (TUTC)

 

THINKSEY/PANGONG LAKE

9° Giorno: Se avrete scelto soggiorno c/o Chamba Camp TUTC (il cui management organizza molte attività culturali e di scoperta del territorio) avrete la possibilità di essere condotti, all’alba, al Monastero di Thinksey per partecipare alle preghiere dei monaci (V.supplemento), rientro al campo per la colazione e partenza, di prima mattina, alla volta del Lago di Pangong (Pangong Tso) che dista 135 chilometri ad est di Leh attraverso il Passo Changla (quota 5.300 metri) attraversando i villaggi di Durbuk e di Tangtse, nell’incantevole Regione Changthang. Nella valle che porta al lago incontriamo il Monastero di Chemrey, posto su una collina a quota 4.000 metri (in origine era un palazzo della famiglia reale poi trasferitasi a Leh). Fondato nel XVII Secolo è opera del Lama Tagtsan Grepa (il fondatore del monastero di Hemis). Proseguendo nella verde oasi di Chemre troviamo il Monastero di Thag Thog (anche detto Takthok), uno dei più antichi luoghi sacri di tutto il Ladakh. Qui si trova la grotta di Padmasambawa, il grande monaco dai poteri magici, una delle figure più venerate del buddhismo tibetano. Il Lago Pangong (quota 4.250 metri) è uno dei più incredibili di tutta l’Asia, cambia colori 4, 5 volte al giorno, un caleidoscopio naturale di strabiliante bellezza! Si estende per 140 chilometri in lunghezza circondato da un anfiteatro naturale di montagne che superano quota 6.000 metri. La maggior parte del suo territorio si trova in territorio Tibetano. Pangong è un lago salato ed il piccolo villaggio di Spangmik si trova lungo le sue sponde. Pomeriggio dedicato alla scoperta di questo luogo magnifico; in serata visiteremo un villaggio nomade nei pressi. Pernottamento in campo tendato.

Pernottamento c/o Martsemik Tended Camp o simile

TSO PANGONG – CHUMATHANG

10° Giorno: Svegliatevi presto per ammirare i colori del lago all’alba, segue colazione al campo e poi in partenza per Karu che dista 100 km. Fermata per un tè caldo al Passo Changla. Qualora non aveste visitato i Monasteri di Chemrey e/o Takthok nella giornata di ieri, vi farete sosta quest’oggi.. Raggiunta Karu proseguite per altri 80 km fino a Chumathang dove sarete sistemati in una guest house: nostro ufficio locale tiene a farvi presente che si tratta di una sistemazione buona ma molto semplice, non esistendo nell’area hotel con standard a cui sono abituati I turisti occidentali. Chumathang è famosa per le sue sorgenti termali ed attira molti turisti locali per le capacità curative delle sue acque. Il villaggio di Chumathang si trova a 2 km dalle sorgenti. Pernottamento in guest house.

Pernottamento c/o Hot Spring Resort

CHUMATHANG – TSO MORIRI.

11° Giorno: Di prima mattina partenza per la Rupshu Valley, lungo il corso del Fiume Indo. Uno splendido percorso attraverso la natura selvaggia ci porta al Lago Moriri, quota 4.200 mt a 220 km est da Lah. Visita enroute delle sogrenti calde Chumathang.Si oltrepassa il Ponte Mahe e sul tragitto sarà possibile osservare le marmotte himalayane. Arrivo al Lago Moriri in tarda mattinata e sistemazione al campo tendato in prossimità del lago. Più tardi passeggiata lungo le sponde e alla scoperta di questo Santuario dell’avifauna, popolato da centinaia di uccelli migratori e specie endemiche (per citarne alcune: Brahamini-Duck, Bar-Headed Goose, Black-Naked Cranes …). Cena e pernottamento al campo.

Pernottamento c/o Nomadik Camp o simile

TSO MORIRI.

12° Giorno:In mattinata visita del villaggio Korzok con le sue case ed il suo Monastero (= Gompa) che appare all’orizzonte come fosse un miraggio. Le sue sono le coltivazioni di orzo a più alta quota esistenti al mondo. Pomeriggio libero per passeggiare sulle sponde del lago ammirando il contesto naturale. Cena e pernottamento al campo.

Nomadik Camp o simile



TSO MORIRI – TSO KAR – LEH

13° Giorno:Dopo la prima colazione partenza alla volta di Leh passando dal Lago Kar. Lungo la strada fermata alle sorgenti geo-termali Puga, visita alle tende Nomadi al Polo-Kongka Pass fino a giungere al Tso Kar per un po’ di relax in questo magico luogo. Se interessati è possibile visitare alcuni monasteri nel piccolo Villaggio Thukje. Si raggiuinge Leh percorrendo la Manali Highway che attraversa il Taglangla Pass (5.350 metri di quota). Arrivo in serata a Leh, tempo libero. Cena e pernottamento.

Hotel Kanglachen o simile oppure: Sera Courtyard o simile



LEH – DELHI – ITALIA

14° Giorno:Dopo colazione trasferimento in aeroporto e volo per l'Italia via Delhi

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